Le lettere

Il libro parla della circolazione di testi e di persone, e soprattutto delle lettere che Lady Montagu scambiava con l’Europa colta e potente. Racconta anche della prima variolizzazione pubblica in occidente, a Boston nel 1721. Insieme al pastore presbiteriano Cotton Mather e al medico Zabiel Boylston, la figura chiave di quell’intervento sanitario, che salvò la vita a migliaia di persone prevenendo la diffusione del vaiolo, fu Onesimus (significa «utile»), lo schiavo nero di Mather. Mather era diffidente verso il suo schiavo, che non ne voleva sapere di convertirsi, ma lo ascoltò e trovò riscontro quando questi gli disse che in Africa subsahariana, da dove era stato rapito dai trafficanti, si evitava il vaiolo inoculando del pus vaioloso in persone sane. Con fatica Mather impose l’intervento e Onesimus è oggi tra i 100 bostoniani più famosi nella storia della città.

Le pagine sulla ricezione della variolizzazione nell’Europa sulla via di illuminarsi, si alternano a quelle sulla peripezie di Lady Mary sul continente, che raggiungeva nel 1739, dopo le delusioni patite per le scelte dei figli (il maschio divenne un giocatore, truffatore e bigamo inseguito in Europa dalla giustizia, mentre la femmina ignorò i suoi consigli e scodellò 11 figli mettendosi al servizio della prestigiosa carriera politica del marito) e abbandonando il marito, al quale disse di avere bisogno di un clima migliore per la salute. In realtà, partiva all’inseguimento dell’amante Francesco Algarotti. Quest’ultimo, di 23 anni più giovane e anch’egli bisessuale nonché amante del re di Prussia Federico II il Grande, era un uomo colto, brillante e mosso da una mentalità illuminista e indipendente, famoso tra altri fatti per aver scritto Il Newtonianesimo per le dame. Lady Mary visse molti anni in Italia spostandosi continuamente, per un periodo anche ad Avignone in cerca di Algarotti, e infine approdando a Venezia. Alla morte del marito, colpita da un cancro al seno, faceva ritorno dopo un periglioso viaggio a Londra, dove giunse nel gennaio 1762, per morire alcuni mesi dopo. Aveva intensamente vissuto 73 anni.

Voltaire

La variolizzazione, per quel che è dato sapere da uno studio dell’embriologo biochimico e sinologo Joseph Needham, era già largamente diffusa in Cina nel XVI secolo, duecento anni prima dell’arrivo in Europa, e il suo uso risale almeno all’anno 1000 circa. L’aspetto più interessante della ricezione della variolizzazione in Europa è la doppia faccia dell’Illuminismo. Da un lato scienziati, filosofi e politici, i quali capivano l’uso del calcolo razionale del rischio, che dimostrava la bassa pericolosità della tecnica, a fronte dell’elevata mortalità e morbilità del vaiolo umano, per cui da Voltaire in poi le menti più aperte e meno legate alla tradizione del pensiero metafisico e politico autoritario furono favorevoli all’innovazione. Dall’altra chi, anche scienziati e filosofi autorevoli, la giudicava non ammissibile o da vietare, stante comunque un rischio eticamente non accettabile, l’origine popolare o la scarsa conoscenza del meccanismo d’azione; ovvero per l’interferenza con la natura e la provvidenza. È interessante come delle culture mediche o popolari o sciamaniche come quelle cinese, mediorientale o africana in realtà avessero metabolizzato la tecnica, imperfetta e sporca, in quanto parte di una visione tradizionale. Mentre in occidente con le tecniche via via più avanzate e pulite di immunizzazione, cioè le vaccinazioni, continuiamo ad avere dei problemi.

Lady Montagu e il dragomanno. Viaggio avventuroso alle origini dei vaccini, Maria Teresa Giaveri, Neri Pozza, Vicenza, pagg. 157, € 17

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By ninja

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