Stando a quello che una volta ha dichiarato Google Books, manifestando l’insano intento di digitalizzarli tutti, esisterebbero 129.864.880 titoli. È un numero di qualche anno fa, d’accordo, e ora sarà aumentato, ma poco importa: è un numero che va preso per quel che vale: poco. Diciamo che ci sono molti, molti, titoli: un oceano. E, infatti, Project Ocean era il nome in codice che, dal 2002, gli scannerizzatori scatenati avevano apposto all’intrapresa. Il nome (e l’intento, per carità, utile, per quel che vale) è suggestivo: un “oceano di libri”. Ma non tutti i pesci che vi nuotano sono uguali, lo sappiamo per minima esperienza personale, uno non vale uno, i libri te lo insegnano subito, e la cosa più divertente non è pescare nel grande branco dei libri che sfruttano la corrente, ma, volete mettere, è più bello trovare qua e là le perle nascoste, quelle solitarie e mimetizzate nei (bassi)fondi, gli esemplari che se ne vanno controcorrente, i pesci rari, gli estremi, gli impossibili, magari i ritenuti estinti…

Ma poi: cos’è un libro? Sì, siamo abituati alla forma che ha preso il sopravvento (design praticamente perfetto): un insieme di pagine di forma squadrata, tenute insieme su un lato, con un andamento prevedibile e ordinato, parole (per lo più) riprodotte con una certa tecnica di impressione. Non è sempre stato così, però; non è detto che lo sarà per sempre e, sicuramente, esistono “libri” che contravvengono, di più o di meno, a questa descrizione.

Edward Brooke-Hitching

Riflessioni che arrivano dritte dritte dalla spassosa, istruttiva, coinvolgente, elettrizzante e, non di rado, conturbante ed entusiasmante lettura di un libro di Edward Brooke-Hitching, il cui titolo, e sottotitolo, The Madman’s Library. The Strangest Books, Manuscripts and Other Literary Curiosities From History (Simon & Schuster, pagg. 258, riccamente illustrate, che bellezza, che forza!) promettono e mantengono ciò che dichiarano: un compendio di leccornie librarie che fanno gola a tutti i bibliodegustatori.

L’autore sa di cosa parla. Figlio di un libraio antiquario, egli stesso del mestiere, negli ultimi anni ha scandagliato quell’oceano alla ricerca della “biblioteca del folle”: cosa collezionerebbe non avendo limiti di budget, curiosità, apertura mentale. La rassegna, purtroppo, è impossibile da riassumere: libri di spettacolare grandezza o di minuscolissimo formato, o di forme insolite e irripetibili; libri rilegati in pelle umana e di altri animali, scritti col sangue. Libri falsi, falsi libri. Che fanno il verso ad altri libri, libri che sono in realtà armi, curiosità di tipo religioso e sapienziale, libri criptici, iniziatici, indecifrabili, bizzarrie scientifiche che si fanno letterarie, letteratura che ambisce alla scienza, bufale e scherzi, libri-tomba (e viceversa), libri che salvano la vita e libri che uccidono, collezioni improbabili, libri dal titolo imbarazzante, e fatti di materiali che non sono la carta: c’è persino una toilette “portatile” in forma di libro, costruita in Francia nel 1750: in legno, apribile, e disposta ad accogliere le terga del lettore, con titolo ammiccante compreso: Histoire des Pays-Bas.

Scritti su teschi, ricamati su giubbini, vergati sul retro di violini

Storie e oggetti meravigliosi. Esistono libri (intendo qui “supporti” che recano un’organica serie di informazioni) scritti su teschi, ricamati su giubbini, vergati sul retro di violini. Libri sciamanici dotati di poteri magici, rotoli alchemici, invettive “scritte” dal diavolo: ciascuno, e tutti, raccontano episodi della instancabile curiosità (e talora vera follia) che ci muove, da che siamo uomini e abbiamo inventato questo insostituibile strumento.

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By ninja

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