Di grande interesse sono le pagine dedicate alle quote di genere nelle società quotate. Il primo Paese a varare una legge che le imponesse è stato nel 2003 la Norvegia, cui hanno fatto seguito Belgio, Francia, Germania, Italia, Portogallo e Islanda; altri Stati hanno introdotto delle “raccomandazioni”. Gli esiti sono diversi, secondo il contesto culturale e di quanto la leadership maschile sia ancora dominante. Le ricerche riportate in questo lavoro dicono che è fondamentale avere una presenza di almeno tre donne nei consigli di amministrazione perché si ottengano risultati empiricamente significativi (in termini di ritorno sul capitale e margine netto di profitto).

Profeta non può non soffermarsi sul lavoro e sulla spinta all’economia e alla crescita che l’occupazione femminile produrrebbe, tema su cui si è scritto molto e sul quale insistono le principali organizzazioni economiche internazionali. Uno studio condotto per l’Fmi, ricorda l’autrice, dimostra che se le lavoratrici fossero numericamente pari ai lavoratori, il Pil aumenterebbe dell’11% in Italia, del 9% in Giappone, del 6% in Spagna, del 4% in Francia e Germania.

Istruttive, poi, le descrizioni di comportamenti sbagliati delle donne nei confronti di altre donne (anche questi supportati da numerosi dati), identificati ad esempio con il fenomeno dell’“ape regina”, cioè la donna che occupa una posizione di vertice e tende a penalizzare le colleghe per mostrare la propria eccezionalità, e per rassicurare i colleghi di non aver alcun pregiudizio nei loro confronti; o quello, analogo, della “gonna d’oro”, cioè la tendenza a creare gruppi elitari con cariche multiple, anziché favorire la redistribuzione delle responsabilità, allargando la platea delle donne coinvolte.

Nel capitolo conclusivo si accenna al periodo contingente: l’esplosione della crisi economica, l’aumento delle disuguaglianze, l’ascesa dei movimenti populisti. Un momento che può trasformarsi – rileva l’autrice – nella «grande opportunità per le donne di assumersi delle responsabilità».

Il libro ha un’impostazione scientifica e la lettura può dunque talora risultare impegnativa, anche perché sconta alcuni tecnicismi e anglicismi (è stato pubblicato prima a Oxford, l’anno scorso). Tuttavia è uno strumento prezioso per accostarsi a un tema spesso affrontato senza le necessarie conoscenze ed evidenze empiriche (va così ad aggiungersi e a integrare il punto di vista del recente Una parità ambigua. Costituzione e diritti di Marilisa D’Amico, Raffaello Cortina editore, recensito su queste colonne lo scorso 22 novembre).

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By ninja

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