Tenebrosa e seducente “Ariadne et Barba Bleue” dal libretto di Maurice Maeterlinck con musica di Paul Dukas è un’opera simbolista dalle infinite letture come il labirinto del Minotauro. In scena, per “Femmes Libres?” il Festival dell’Opéra de Lyon, il 24 marzo l’opera è in streaming. La regia di “Ariadne et Barbe Bleu” è firmata Alex Ollé/La Fura dels Baus, eclettico e innovativo l’artista racconta «Come tutte le opere simboliste si svolge nella transizione, tra il racconto e l’incubo. Perrault, alla fine del XVII secolo, scrisse la versione originale di Barba Bleue basata a sua volta sul racconto popolare nato dalla storia reale di Gilles de Rais, un serial killer di bambini. Negli anni in cui Maeterlinck costruiva i suoi strani mondi immaginari e Dukas scriveva la partitura, Freud lavorava a “L’interpretazione dei sogni”».

Cosa c’è, secondo lei, dietro il simbolismo di Maeterlinck?

«Sicuramente un’attrazione per le passioni oscure che nascono nelle crepe della vita quotidiana, ciò che più m’interessa è la contemporaneità della pièce; nonostante sia, da un lato, un’esplorazione del fascino del pericolo, dall’altro è una discesa agli inferi, nelle paure più recondite. Lo sviluppo e il finale della commedia sono ancora oggi sorprendenti. Barba Bleue è un aggressore seriale di donne, in scena è circondato da tanti cuori femminili, dietro il simbolismo Maeterlinck nasconde cupe passioni mescolate alla quotidianità».

Cosa intende per “contemporaneità”?

«Abbiamo creato una drammaturgia parallela che si svolge durante il banchetto di nozze di Ariadne e Barba Bleue, inizia con l’arrivo degli sposi e termina con la partenza di lei. Il piano della realtà, costantemente presente, è rappresentato dagli invitati al matrimonio, sarà la presenza degli ospiti, fra cui le cinque donne, mogli di tanti Barba Bleue, a far emergere il mondo interiore della protagonista, le sue paure. In questo modo, trasformiamo una storia intima – il coro appare solo come un insieme di voci lontane- in una storia in cui non è più solo il personaggio letterario Barba Bleue ma le reali convenzioni sociali, rappresentate dagli invitati, a risvegliare le angosce di Ariadne e il suo desiderio di libertà ».

Chi è Ariadne?

«Una donna eccezionale e tenace, l’immagine della donna moderna e determinata, in lei si sente l’influenza dei primi movimenti femministi dell’epoca; Ariadne proclama la liberazione delle donne ma, soprattutto, quella dell’essere umano che vuole fuggire a ogni forma di potere. Ariadne è il simbolo della liberazione, le cinque donne sono l’emblema della sottomissione».

A quali altre figure femminili dell’opera si può paragonare?

«Se fossi donna sarei furiosa con i compositori d’opera, ispirati da storie misogine. Le loro donne sono fragili, malate, povere, l’uomo deve prendersi cura di loro, vivono solo per lui. Con colleghi registi cerchiamo di mettere in scena l’attualità dell’opera, pur consapevoli del momento storico in cui è stata scritta dobbiamo capire che molti argomenti non toccano come allora, il pubblico deve essere avvicinato con riferimenti contemporanei».

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By ninja

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