Dimenticate lo spaccone Donald Trump, peraltro già dimenticato dai radar dei mediar; lo spettinato e pasticcione Boris Johnson, o il comico-politico Beppe Grillo. Sono tutti epigoni: il primo vero populista della storia è stato Nerone. Odiato dalle elite, che fecero di tutto per denigrarlo e consegnarlo alla Storia come un diavolo, ma osannato dalla plebe, l’imperatore ragazzino, che salì al trono a soli 17 anni, è l’incarnazione del motto “Panem et Circences”, la grande verità storica per governare su masse di ignoranti. Duemila anni dopo, l’imperatore più controverso della storia di Roma sbarca a Londra.

Il Signore del Male

Incarnazione del male assoluto, Nerone è stato consegnato ai posteri come una persona malvagia, persecutore dei cristiani, imperatore isterico e dannoso. Ma niente di tutto ciò è vero, o lo è solo in parte o è stato esagerato. Ma come già sapeva lo storico Tito Livio, della generazione precedente a Nerone, la Storia la scrivono sempre i vincitori. E nell’antica Roma il vincitore per secoli è stato SPQR, il Senato. E siccome i senatori non avevano mai gradito la nascita dell’impero, che toglieva loro potere, convivevano, sopportandoli, con quegli imperatori che li blandivano, come Augusto. Mentre congiuravano, disprezzavano e denigravano tutti gli altri. Usando il linguaggio moderno si potrebbe dire che Nerone è la vittima di una campagna d’odio dell’antichità; un bersaglio delle elite, un politico stritolato dalla macchina della propaganda.

Nerone “incendia” Londra

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Nerone brucia Roma, ma riapre Londra

Dopo quasi sei mesi di chiusura infinita, a Londra riaprono i musei da metà maggio. E’ un evento eccezionale e il British Museum, l’istituzione culturale più importante del paese ha deciso di riaccogliere i visitatori con un omaggio a Nerone. Ennesima dimostrazione del grande fascino che gli inglesi nutrono per la cultura classica e per l’Italia. Nessun popolo ama la storia romana come i britannici, nemmeno i medesimi italiani. “Siamo felici di riaprire le porte del museo con l’imperatore romano Nerone” ha esordito il direttore Fischer, del British Museum. “Nero the man behind the myth” (Nerone, l’uomo dietro al mito), che debutta il 27 maggio e chiude il 24 ottobre, è un’ottima e originale ricostruzione storica che coniuga il rigore britannico con il grande patrimonio italiano.

Dalla Britannia a Hollywood

Siamo attorno al 50 dopo Cristo, che in realtà per l’antica Roma è quasi l’anno 800 dalla sua fondazione. L’impero, creato pochi decenni prima da Augusto, è alla sua massima potenza: l’imperatore Claudio ha indicato come suo erede il giovane Lucio Domizio Enobarbo, per tutti Nerone. E’ un ragazzo dotato, ha il migliore educatore dell’epoca, Seneca (il più grande filosofo di tutta la storia di Roma), ma è un impegno troppo difficile da gestire per un adolescente: il neo imperatore, 17enne e molto succube della ambiziosa madre, si ritrova a capo di un impero, peraltro freschi della recente annessione della provincia Britannia proprio da parte del padre putativo, già scosso da forti tensioni, tanto che poi sfociarono in rivolte, come quella della Regina Budicca che saccheggiò Londinium, e quelle dei Parti (Persiani), in Asia.

All’interno, la plebe di Roma è una massa di nullafacenti che crea problemi di ordine pubblico. All’esterno, le tribù di barbari iniziano a dare preoccupazioni. Sotto Nerone compaiono i primi segni del declino, militare, morale e sociale, che porteranno, secoli dopo all’implosione dell’impero. Nerone era l’ultimo discendente della dinastia giulio-claudia, quella che creò l’impero e con il pazzo incendiario finisce, anche se l’impero romano durerà ancora per altri quattrocento anni, dopo Nerone non ci sono stati più imperatori in linea dinastica, eredi al trono tramandati da una gens, poiché i successivi imperatori erano per lo più solo militari che si impossessavano del potere, se si eccettuano i Flavi o gli Antonini. L’Impero Romano, a suo modo, finisce con Nerone. E’ una tesi affascinante che emerge dalla mostra: la scelta espositiva è fresca e veloce con una struttura a concetti. La controversa figura di Nerone è raccontata attraverso 200 pezzi, molti dei quali inediti perché arrivano da scavi recenti e altrettanti esposti per la prima volta nel Regno Unito, grazie al sostegno dello sponsor Bp, la compagnia petrolifera inglese, e di molti musei italiani (l’Archeologico Nazionale di Napoli e di Venezia).

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By ninja

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