In qualsiasi notiziario tv, giornale o sito internet inglese, Dover non è più la città di mare sulla Manica, famosa per le bianche scogliere e le prelibate sogliole, ma ormai è solamente associata ai migranti: i continui sbarchi hanno trasformato la località nella Lampedusa del Regno Unito. Peccato, perché così nessuno fa più caso all’imponente castello, in cima alla scogliera, proprio sopra la città, che ha giocato un grosso ruolo nella storia di tutta l’Europa: proprio dentro al castello Winston Churchill fece piazzare i cannoni contro l’invasione aerea della Luftwaffe. La battaglia d’Inghilterra fu vinta a Dover e da lì partì la liberazione del continente dal nazismo.

Da Dover a Canterbury

Da secoli quelle scogliere sono un punto strategico naturale: lì la Manica è larga solo 20 chilometri e, nelle giornata limpide, si può vedere pure la Francia. E infatti i romani costruirono in quel punto un faro: e il più antico della Gran Bretagna. Dopo i legionari, a Dover arrivarono i Sassoni che accanto al faro costruirono una chiesetta e infine arrivarono i Normanni che accanto alla chiesetta costruirono il castello. Molto simile, come stile e forma, alla Torre di Londra, il castello di Dover è stato costruito per motivi di mera propaganda e captatio benevolentiae: rabbonire il Papa e ingraziarsi i pellegrini. Il Re Enrico II doveva farsi perdonare per l’abominevole omicidio di un sacerdote. E non era nemmeno un sacerdote qualsiasi, ma addirittura l’Arcivescovo di Canterbury, la figura religiosa più importante del paese. A Natale dell’Anno Domini 1170, tre sicari del Re d’Inghilterra, che però passava la maggior parte del tempo in Normandia, terra d’origine della sua dinastia, entrano nella monumentale cattedrale di Canterbury, all’epoca potente e ricco centro religioso, e trucidano, di fronte ai fedeli, Thomas Becket. Il martirio fece clamore in tutta l’Europa: la morte del sacerdote nella casa di Dio diventò l’evento più tragico del MedioEvo. E frotte di devoti iniziano a sbarcare a Dover per dirigersi alla tomba di San Tommaso a Canterbury.

Un martire politicizzato

San Tommaso, martire della chiesa cattolica ma snobbato dalla chiesa anglicana, è l’uomo che ha incarnato il Cesaropapismo, la feroce lotta di potere tra la corona britannica e la Chiesa, uno scontro che plasmato la storia dell’Europa fino al 1600. Una piccola, ma ben curata, mostra al British Museum ripercorre uno snodo cruciale del Medio Evo. In poche stanze, e un breve percorso, si ripercorre la storia dell’assassinio dell’arcivescovo di Canterbury, ma soprattutto degli effetti storici dell’evento nei secoli. La brutalità dell’omicidio, il corpo maciullato e pezzi di cervello spappolato sul sagrato, contribuì allo sdegno e allo shock di tutto il mondo cristiano che all’epoca coincideva con tutta Europa. Nel giro di soli due anni, una velocità lampo in un’epoca senza i social media, internet, l’elettricità, che viaggiava solo a cavallo, il culto del martire Tommaso si diffuse ovunque. E ha attecchito molto in Italia, specialmente al Sud. Uno scrigno in ceramica di limoges e proveniente da Napoli, esposto nella mostra, testimonia la grande fortuna del culto nel Meridione d’Italia. Il pezzo è del ‘700: sette secoli dopo l’omicidio, Tommaso era ancora venerato nel regno delle Due Sicilie. C’è anche un motivo storico: la figlia di Enrico II ed Eleonora di Aquitania, Giovanna d’Inghilterra, sposò Re Guglielmo II di Sicilia, ma con origini normanne e quindi legato alla dinastia di Enrico.L’eco dell’omicidio di Thomas Becket è arrivato fino ai giorni nostri: ancora nel 19xx, un altro Tommaso, ma di cognome Stearns Eliot, futuro Premio Nobel, scrive il dramma teatrale Assassinio nella Cattedrale, ispirato alla morte dell’arcivescovo.

Santo Subito

Santo per la chiesa romana, Becket è una sorta di impostore per gli inglesi. Quando Enrico II lo nominò Arcivescovo, Tommaso non era nemmeno un sacerdote, ma un normale cittadino, non aveva nemmeno preso i voti. Era il cancelliere del re e la scelta era squisitamente politica. La cerimonia sacra di promozione di Becket – che fino ad allora aveva condotto una vita mondana, fu officiata da Enrico di Blois, il fratello di Re Stefano, che aveva combattuto una sanguinosa guerra civile con la madre di Enrico – è un atto di sfida al papa. Da uomo di fiducia del Re in chiave anti-papale, però, Becket col tempo entra in dissidio con il sovrano. Lo scontro si fa sempre più aspro fino a che lo stesso arcivescovo, timoroso per la sua vita, è costretto ad andare in esilio. Si rifugia in Francia, dal Re filo-romano Luigi VII. Alla corte del re francese si è rifugiato anche il Papa Alessandro III, minacciato dal Barbarossa, e tra i due si crea un legame. Così quando Tommaso torna in Inghilterra, e Enrico compie l’ennesimo sfregio alla Chiesa, la nomina del figlio come Re senza chiedere il suggello di Roma, l’Arcivescovo fa scomunicare dal papa suo amico i vescovi complici del Re. A quel punto, il destino di Becket è segnato. Ma di fronte all’omicidio, Alessandro III passa al contrattacco, con le armi della Chiesa: il Papa canonizza Tommaso dopo soli tre anni. Becket è Santo Subito, una mossa anch’essa politica. A quel punto, Becket è il santo più venerato e famoso d’Europa. Per Enrico, l’omicidio diventa un boomerang politico che rischia di disarcionarlo dal trono. Chiede per due volte perdono e poi si umilia con una pubblica penitenza proprio a Canterbury: si spoglia in cattedrale e lascia fustigare dai sacerdoti davanti ai sudditi. Pagata la penitenza, Enrico cerca di cavalcare il culto del santo suo vantaggio: a Dover fa costruire un imponente castello dove ospitare i pellegrini più importanti.

Un Enrico fa, un altro Enrico disfà

Tommaso era morto, ma il suo mandante ne sfrutta l’immagine per accrescere il suo potere. Non sarà il solo: dopo tre secoli, un altro Enrico, l’ottavo, nel 1500, userà ancora il corpo martoriato di San Tommaso per la sua battaglia contro la chiesa di Roma. Il Re dello scisma anglicano, ancor più in guerra con il Papa di quanto non lo fosse stato il predecessore Enrico II, Nel 1538 Enrico VIII vieta il culto di San Tommaso e non riconosce più la santità, come gesto di guerra contro il Papa: è una decisione stravolgente anche perché nel corso del tempo Tommaso era diventato il santo più celebre in Inghilterra: conta il maggior numero di chiese a lui dedicate.Personaggio storicamente controverso, Thomas Becket ha però avuto un ruolo enorme nella storia d’Inghilterra e di tutta Europa: come conseguenza del martirio, nel 1215 Re Giovanni approverà la Magna Charta, la prima “costituzione” inglese e la prima carta dei diritti dell’uomo. L’eredità dell’arcivescovo, però, va ancora oltre: la letteratura inglese stessa è nata proprio grazie a Becket. Un secolo dopo la morte, lo sconosciuto segretario del Re Edoardo III, di nome Geoffrey Chaucer, scrive il primo romanzo in lingua inglese, i Racconti di Canterbury: Chaucer, il Dante dell’Inghilterra, si era ispirato ai pellegrini che andavano alla tomba del santo. Senza il figlio di un modesto commerciante di Cheapside, il mercato della plebe di Londra, l’Europa medievale non sarebbe mai esistita.

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By ninja

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